ECOCOLORDOPPLER: l'esame non invasivo che può salvarti la vita

L'ecografia Doppler, o ecoDoppler, è una tecnica non invasiva, non dannosa e quindi facilmente ripetibile, utilizzata in medicina per lo studio dell’anatomia e della funzionalità dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi, e del cuore.

Oltre all’ecoDoppler del cuore, quello più utilizzato e più usuale è riferito ai vasi delle gambe e a quelli che lungo il collo vanno al cervello (tronchi sovraortici o TSA). Il quesito più frequente è relativo all’insufficienza delle vene degli arti inferiori (ad esempio, le “vene varicose” che rappresentano l’espressione più frequente di insufficiente ritorno di sangue venoso al cuore) o al grado di ostruzione delle arterie (ad esempio, per presenza di placche aterosclerotiche che, nei casi più gravi, possono causare ictus cerebrale di tipo ischemico o addirittura la morte improvvisa).

Attraverso particolari sonde e apparecchiature ecografiche dedicate allo studio dell’apparato cardiovascolare, il medico, senza ricorrere ad alcun mezzo di contrasto, è in grado di visualizzare il sangue che scorre nei vasi del paziente e valutare il “lume interno” delle arterie e delle vene, ovvero di stabilire se il vaso è pervio oppure ostruito da una stenosi (un punto in cui l’arteria restringendosi lascia passare meno sangue).

La diagnosi di un eventuale stenosi dei tronchi sovraortici è assai rilevante in quanto essa diminuisce la portata di sangue al cervello, che può essere ridotta di oltre il 70% in situazioni asintomatiche e quindi con grave pericolo per la vita del paziente.

Tranne rari casi di patologie congenite, l’esame è indicato dopo i 40 anni in pazienti con fattori di rischio (tra cui molto rilevante è il fumo, ma anche diabete, ipertensione, ipercolesterolemia), mentre è consigliabile dopo i 55 anni come screening in assenza di fattori di rischio: in base al risultato lo specialista prescriverà la ripetizione dell’esame dopo 6 mesi, 1 anno o più.

 A livello degli arti, con lo studio del sistema venoso centrale (vena cava) e periferico (vena safena) si può individuare la presenza di trombosi o varicosità che possono causare flebiti, al fine di intervenire rapidamente sia con terapia medica sia chirurgica.





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