I PARAMETRI CARDIACI DA TENERE SOTTO CONTROLLO

Contro le malattie di cuore la prevenzione resta l’arma vincente.

Parlare di fattori di rischio sembra una cosa ormai scontata, in realtà sono ancora tante le persone che non hanno le idee chiare in proposito e molte quelle che preferiscono non averle.

I principali fattori di rischio per la malattia coronarica sono l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, il fumo di sigaretta e l’ipercolesterolemia. Un ruolo non marginale lo rivestono anche lo stress, il sovrappeso e la vita sedentariaDa sottolineare il fatto che la presenza di più fattori non somma il rischio, ma lo moltiplica.

Alcune indicazioni concrete sui fattori di rischio appena elencati:

1) i valori pressori ritenuti ottimali non dovrebbero superare i 140 mmHg per la massima e i 90 mmHg per la minima;        

2) nello screening del diabete mellito, in soggetti ritenuti a rischio per familiarità o abitudini alimentari, è sempre bene associare al dosaggio della glicemia a digiuno quello della emoglobina glicata che ci permette di valutare il comportamento della glicemia nei 2-3 mesi precedenti al test;                

3) il rischio legato al fumo di sigaretta, anche se aumenta col numero di quelle fumate giornalmente, è presente anche con 2-3 sigaretta al giorno. Per annullare questo temibile fattore di rischio bisogna smettere completamente! Il dato che dovrebbe incoraggiare a prendere questa decisione è che il rischio inizia a ridursi già nelle prime settimane per annullarsi completamente dopo circa due anni;                 

4) i valori di colesterolo totale dovrebbero essere inferiori a 200 mg/dl, ma la componente che ci interessa di più e che costituisce il ‘target’ del trattamento dietetico e/o farmacologico è il colesterolo LDL. Sono ritenuti ottimali,  nei soggetti a rischio moderato, valori inferiori a 100 mg/dl e in quelli a rischio elevato (ad esempio pregresso infarto miocardico) valori inferiori a 70 mg/dl. 

Un dato da sottolineare è che l’apparente semplicità del trattamento attuale della sindrome coronarica acuta (angioplastica coronarica con applicazione di stent sempre più sofisticati) spesso induce a minimizzare la gravità della malattia e a distanza più o meno lunga dall’infarto i fumatori riprendono a fumare e i diabetici o dislipidemici abbandonano la dieta, aumentano nuovamente di peso e spesso autosospendono i farmaci per presunte intolleranze. Questo comportamento porta a ripetute recidive di infarto con progressivo peggioramento della efficienza contrattile del cuore e comparsa o aggravamento di scompenso cardiaco.

E’ bene che i Medici di medicina generale non abbassino la guardia di fronte a comportamenti a rischio e, in stretta collaborazione con il Cardiologo, il Diabetologo e il Nutrizionista mettano in pratica tutto quello che è possibile per invertire questa tendenza.

Articolo a cura del Cardiologo Dr. Francesco Paolo Petronelli





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